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Sirica

Fra le vigne centenarie in Irpinia, Feudi di San Gregorio riscopre un vigneto antico. All’analisi genetica mostra forti legami con Aglianico, Syrah, Refoscolo e dà vita ad un vino dalla grande personalità gusto-olfattiva.

Denominazione: Campania Rosso IGT

Fermentazione: fermentazione alcolica e macerazione in serbatoi di acciaio per circa 3 settimane. 

Maturazione: minimo 6 mesi in barriques di rovere francese di media tostatura. 

Affinamento: minimo 9 mesi in bottiglia.

Esame organolettico: rosso rubino con profumo vinoso, con sentori di frutta rossa, leggermente vegetale. Sapore fresco e morbido, speziato, di buona struttura e persistenza in bocca. Tannino dolce, non astringente.

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LA SIRICA: Un vitigno della tradizione riscoperto da Feudi di San Gregorio

Le origini
Le prime testimonianze del vitigno Sirica (o Siriana o Syricus) sono letterarie e risalgono a Plinio (NH,XIV,41-51) che nel 75 a.C. lo annovera tra le uve coltivate nella Campania romana e ne attribuisce il nome derivandolo da syricum, un colorante rosso allora molto diffuso. Isidoro di Siviglia nel 63 d.C. (O.XVII,5-28) lo chiama anche Vitis sciovia e lo fa derivare dalla Siria ed in accordo con Plinio lo colloca tra le Aminee più pregiate. Catone (De Agr.106) precisa che l’introduzione di questo vitigno in Italia è avvenuta molto tempo prima della fondazione di Roma da una regione abitata dai Seri. Più recentemente è stata formulata l’ipotesi che il nome Sirica derivi da Siri, antica città posta sullo Jonio, vicina a Metaponto, che dopo la seconda guerra punica, con il controllo di Roma sulla Magna Grecia, venne chiamata Eraclea. Da parte di qualche autore francese, (Andrè,1953 e Rezèau,1998) è stata proposta una affinità semantica con Syrah, Serine e Shesh, vitigni dalle lontane origini dalmate.

I rapporti genetici con altri vitigni
Le ricerche condotte su incarico dell’Azienda “Feudi di San Gregorio” sulle ultime quattro piante originarie ancora presenti a Taurasi, utilizzando i marcatori del DNA ed il profilo degli antociani, hanno evidenziato una certa affinità genetica con alcuni vitigni dell’area nord-orientale dell’Italia quali il Teroldego, il Lagrein ed il Refosco, legati alla colonizzazione focese del delta del Po. I rapporti di parentela con l’Aglianico ipotizzano anche che la Sirica sia un ancestrale di questo vitigno, espressione di quella viticoltura etrusca che dall’enclave di Capua è stata diffusa dai Longobardi, come dimostrano le forme di allevamento dell’avellinese e beneventano (le tennecchie o tesole) verso l’Irpinia.

Le viti monumentali di Taurasi
L’altipiano vulcanico di Taurasi conserva per le sue caratteristiche pedo-climatiche e culturali, una viticoltura dai connotati genetico-strutturali molto antichi ed originali. Tra le molte varietà ancora presenti in piante dall’età centenaria, si annoverano anche alcuni ceppi di Sirica dell’età presunta di 250-280 anni, franche di piede, dall’imponente sviluppo vegetativo e produttivo. Queste piante sono state qualche anno fa moltiplicate in un vigneto moderno a spalliera .

"Prof. Attilio Scienza"